Sono passati un paio di giorni dalla nostra ultima fatica. Questa volta solo per  Christian e Stefano perché Alex aveva già ottenuto i punti e ormai già da un mese è in prospettiva UTMB.
La trasferta inizia venerdì, siamo in provincia di Ravenna, a farci da cornice gli Appennini Tosco-emiliani. La direzione di gara ha messo a disposizione alcuni posti letto per gli atleti, infatti essendo una delle ultime gare ad assegnare i punti necessari all’UTMB, nelle ultime settimane è stata presa letteralmente d’assalto, e molti atleti vengono addirittura dall’estero. Inutile soffermarci sulla nottata passata in tenda a -1, diciamo che l’adattamento alla sopravvivenza è partito con un giorno di anticipo.
Alla partenza gran sorpresa nel ritrovare Ivan Geronazzo, qualche chiacchiera per dimenticare il freddo, davvero tanto, e via. Sia parte.
Gli Appennini sono estremamente diversi dalle nostre amate montagne, noi siamo abituati per vicinanza a godere del fascino delle dolomiti, dell’altitudine, delle rocce rosa al tramonto e di quella che Alex più volte ricorda essere “l’energia delle dolomiti”.
Già dai primi scollinamenti si intuisce quanto siamo immersi nella natura selvaggia, non una strada, non un paese o una casetta nello sfondo, solo ed esclusivamente colline e boschi a perdita d’occhio.

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Tutto fantastico, ancor più per la splendida giornata che ci accompagna. A tratti si respira anche un’ aria diversa, quasi marina, di macchia mediterranea. La gara nonostante il dislivello e la lunghezza risulta essere più veloce di quanto pensavamo, tutto sommato neanche poi tanto faticosa… Badate bene, sono sempre 86km e 5000 di dislivello, ma sembra che ormai in quest’anno di allenamenti e gare ormai un po’ ci abbiamo fatto il callo a queste “cotte”.

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Da metà gara in poi a farci compagnia arrivano anche gli amici, gran carica in più anche questo. Più volte ci ricordiamo che è l’ultima fatica e che fatta questa ormai è finita.
Gli ultimi chilometri sono fatti con il cuore in un’incontenibile morsa di felicità, ormai è fatta pensiamo.
Tagliato il traguardo ci sentiamo liberi di un peso enorme.

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Quando siamo partiti con gli allenamenti sapevamo che sarebbe stata dura, e lo è stata davvero tanto, siamo anche cambiati più profondamente di quanto mai ci saremmo aspettati, ma negli ultimi due mesi abbiamo fatto i conti con la mancanza di voglia e l'”obbligo” di dover fare. Il coach poi non si è di sicuro risparmiato negli allenanti, a proposito grazie Ste. Ecco che questi ultimi mesi sono stati forse i più duri mentalmente. Non vedevamo l’ora di concludere per non pensarci almeno un po’.
Come scritto sopra sono passati un po’ di giorni, e sono proprio quelli che servono per realizzare quanto fatto. A conti fatti sono passati 11 mesi da quando abbiamo iniziato, l’obbiettivo stagionale era quello di prendere i punti, le possibilità di farcela poche, e la sfrontatezza per buttarsi tanta, a volte troppa. In 11 mesi con umiltà, dedizione e sacrificio siamo riusciti ad inanellare tutti gli obbiettivi, più di una caduta, per poi rialzarsi, il tutto guidati dal nostro coach che verso la fine quasi come un incubo appariva in forma di ripetute ed allenamenti. È una bella sensazione raggiungere gli obbiettivi, dà forza, coraggio e amplia la prospettiva. In questi mesi abbiamo capito che buttarsi in imprese a volte sconsiderate o incoscienti è bello, bello nei momenti belli e anche in quelli brutti. Alla base della conoscenza c’è senza dubbio l’esperienza, ed è in essa stessa che risiede la bellezza, che si raggiungano o meno gli obbiettivi in sostanza l’importante è aver dato davvero tutto, e noi questa volta l’abbiamo fatto. Non resta altro che goderci una piccola e meritata pausa invernale, sperando di avervi fatto venire voglia di provarci, qualsiasi sia la vostra impresa personale, perché comunque vada, è bellissimo!!!!!!

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